Un'analisi dell'evoluzione della montagna tra alpinismo e architettura. Cervinia/Zermatt. Due storie parallele con sviluppi urbanistici diversi. "Città sul serio" la prima "villaggio per finta" la seconda a detta degli architetti De Rossi e Ferrero. L'evoluzione di queste due stazioni sciistiche ai piedi del più nobile scoglio d'Europa, il Cervino, conosciute nel mondo intero, è trattata nel libro "Il Cervino è nudo" di Enrico Camanni (ed. Liaison di Courmayeur).
Il testo ha suscitato non poche polemiche, ma anche riflessioni circa il concetto di montagna e il futuro di coloro i quali la vivono. "Che ci piaccia o no, assomigliamo più ai casermoni di Cervinia che al candore romantico del Breuil di Guido Rey, o agli chalet di Zermatt, museo a cielo aperto. Che ci piaccia o meno, assomigliamo esattamente a quelle nevi contaminate che hanno visto volare gli sciatori e morire i sogni. E da quelli dovremmo ripartire", questa la considerazione finale dell'Autore.
Enrico Camanni è nato a Torino nel 1957 dove vive e lavora. Giornalista, critico letterario, alpinista, fonda nel 1985 il mensile "Alp". E' direttore della rivista internazionale "Alpe" e collabora con "La Stampa". Autore di romanzi di successo, tra cui "La guerra di Joseph" e " Le montagne di vetro" (antologia su Dino Buzzati), ha diretto nel 2000, insieme a Vincenzo Pasquali, il film "La montagna inventata" e recentemente si è dedicato a progetti espositivi in diversi musei della montagna (Forte di Bard, Museo di Torino).
Qui di seguito vi riproponiamo gli articoli raccolti dalla stampa locale